Venditori porta a porta: come devono comportarsi

Il porta a porta è una tecnica di vendita esistente da diverso tempo, ed ha raggiunto l’apice del successo negli anni ’90.
Oggi, però, è guardato con molta diffidenza da molti consumatori, forse perchè praticato da tante (troppe?) aziende con metodi a volta un po’ ambigui e sleali che in alcuni casi si rivelano pratiche commerciali ingannevoli, se non addirittura vere e proprie truffe a domicilio.

In questo settore, però, operano anche imprese serie che affidano il compito di promuovere la raccolta di ordinativi di acquisto ad incaricati corretti e rispettosi nei confronti di chi gentilmente apre la porta e ascolta le loro proposte commerciali.

C’è anche chi si è dotato di un codice etico per autodisciplinare la propria attività di vendita diretta nella maniera più trasparente e più rispettosa possibile dei diritti dei consumatori. Lo scopo è anche quello di mantenere una buona reputazione in termini di credibilità ed affidabilità.
Si tratta di Univendita, una giovane associazione di cui fanno parte alcune imprese di vendita a domicilio, tra le più famose ricordiamo Bofrost, Tupperware, Vorwerk (quella del folletto).

Vediamo le principali regole previste da questo codice di etico che è vincolante per tutte le imprese associate a Univendita. Continua a leggere



Perché non pagare Italia-Programmi.net

Da quando abbiamo pubblicato l’articolo su Italia-Programmi.net abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni all’associazione e commenti sul blog.
I più ci chiedono se debbono pagare e, chi ha pagato, vuol sapere se può riavere i soldi. Tutti vorrebbero essere lasciati in pace e non ricevere continui solleciti di pagamento.
Vediamo di fare allora un punto sulla situazione e cerchiamo di capire perché, come ha detto lo stesso presidente dell’Antitrust Catricalà (v. il video di Striscia la Notizia qui sopra), non si deve pagare. Continua a leggere



Caso Aiazzone al TG5: focus e consigli

Anche al TG5 di ieri sera alla ribalta il caso Aiazzone e Emmelunga, con la Procura di Torino che ha aperto un’inchiesta a seguito delle prime denunce
Vediamo allora di fare il punto della situazione, scavando nei vari rigiri societari che hanno, loro malgrado, coinvolto migliaia di clienti. Continua a leggere



Buone notizie per i Todotruffati

Buone notizie per i “Todotruffati” che nell’estate 2009, affidandosi alla Casa del Consumatore e alle sue legali Lara Pellegrini e Francesca Pinciroli, hanno denunciato la vendita di pacchetti vacanza quando la società non era più in grado di far partire i clienti.

La Procura di Busto Arsizio ha infatti richiesto il rinvio a giudizio, per il reato di truffa aggravata, degli ultimi due amministratori della società, Alessandro Scotti e Silvano Favarato. Nel frattempo la stessa Procura si era già mossa tempestivamente sequestrando una villa di proprietà dello Scotti, ed è proprio dalla vendita di questo bene che i clienti potrebbero ottenere il risarcimento, almeno parziale, delle somme loro illegittimamente sottratte dalla società. Continua a leggere



Abiti economici ma taroccati

 

Si è tenuto ieri presso il Circolo del Commercio di Corso Venezia a Milano l’incontro conclusivo del progetto “Rendiamoci conto”, realizzato dalla Casa del Consumatore e da altre associazioni di consumatori con il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel corso dell’incontro la Casa del Consumatore e Assosecco hanno presentato i risultati dei test fatti effettuare su capi d’abbigliamento di basso costo acquistati in esercizi commerciali e mercati rionali di Milano e Genova.

Le prove, effettuate dal Centro di ricerca tessile Stazione Sperimentale per la Seta, hanno riservato delle belle sorprese.

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Carte di credito: attenzione al phishing

Pagare con carta di credito è una comodità soprattutto perchè permette di fare acquisti sostanziosi senza dover tenere contanti nel portafoglio, tuttavia nasconde anche alcuni rischi, in particolare quello di furto dei dati sensibili e conseguente clonazione.
I detentori di carte di credito avranno sicuramente già sentito parlare di “phishing”, cioè pesca o meglio spillaggio di dati finanziari personali e password attraverso comunicazioni telefoniche o, più spesso, telematiche.
Come agisce il phisher: crea un “amo”, cioè un messaggio di posta elettronica del tutto simile a livello grafico e di contenuto a quello di una banca e contenente il link ad un sito-clone di quello della banca con la richiesta di inserire ad es. il numero della carta di credito o del conto corrente. Continua a leggere