Aria inquinata: come difendersi

I primi mesi del 2024 sono stati segnati da una cattiva qualità dell’aria, che ha allarmato molti cittadini. In Italia, ad avvertire maggiormente il problema sono stati soprattutto gli abitanti delle grandi città della Pianura Padana, la zona storicamente più colpita dall’inquinamento atmosferico.

Le emissioni di agenti inquinanti provengono in gran misura dagli edifici, dal settore agricolo, dai trasporti stradali e dall’industria. In aggiunta, è da considerarsi che i mesi invernali sono da sempre particolarmente critici per l’inquinamento atmosferico e che la Pianura Padana, incastonata tra le Alpi e gli Appennini, risulta un vero e proprio bacino di accumulo, poiché il vento debole non permette all’aria di circolare a dovere. Scopriamo tutto quello che è importante sapere sull’inquinamento atmosferico.

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Deposito cauzionale per imballaggi plastici: ecco come funziona


In questi anni potresti aver sentito parlare del deposito cauzionale per diversi imballaggi, come ad esempio le bottiglie di plastica, senza però interessanti al tema o avere in mente di che cosa si tratti nello specifico. Ebbene, il deposito cauzionale rappresenta una delle soluzioni più efficaci e attualmente diffuse per affrontare il problema della gestione dei rifiuti plastici.

Ma di cosa si tratta esattamente e come funziona?

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Direttiva europea sull’efficienza energetica: ecco che cosa cambia

Lo scorso 12 marzo 2024 il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla “Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici”. La Direttiva consiste in una serie di norme comuni agli Stati membri dell’Unione che hanno come fine il raggiungimento della neutralità climatica – ovvero l’equilibrio complessivo tra le emissioni di gas serra generate e quelle assorbite in un determinato periodo di tempo – per l’intero patrimonio immobiliare europeo entro il 2050. La ricerca di quest’equilibrio si basa principalmente su interventi di ristrutturazione e adeguamento, applicati agli edifici, sia privati che pubblici, già esistenti o ancora in costruzione.
Ma che cosa comporta nello specifico questa direttiva? Quali sono i cambiamenti che dobbiamo aspettarci? Andiamo a vederlo.

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Ricevi troppe e-mail indesiderate? Ecco cosa fare

L’invio di email automatizzate per scopi commerciali e promozionali può avvenire solo se il destinatario ha fornito il consenso informato. Spesso tuttavia succede di iscriversi a una mailing list in modo inconsapevole o di spuntare involontariamente il consenso a ricevere contenuti pubblicitari e, così, giorno dopo giorno, il proprio indirizzo di posta elettronica si sovraccarica di e-mail indesiderate.

Ricevere quotidianamente e-mail di cui non si è interessati può infastidire e ridurre la produttività lavorativa, ma soprattutto espone al rischio di trascurare comunicazioni importanti. Per questo è consigliabile mantenere un indirizzo email ordinato e pulito.

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Liberalizzazione del mercato elettrico: conviene passare al mercato libero?


Dal primo luglio finalmente il mercato libero dell’energia sarà una realtà anche in Italia: dopo tanti rinvii è arrivato il momento di una liberalizzazione completa del mercato, dove peraltro già da alcuni anni possono essere reperite offerte alternative a quella del mercato di tutela.
Lo scoglio più importante da superare era la decisione di quale trattamento riservare a tutti i clienti che ancora oggi sono serviti dal mercato tutelato non avendo ancora scelto nessun fornitore del mercato libero. La strada definita dall’Autorità per l’energia è stata quella di indire delle aste per assegnare per i prossimi tre anni questi clienti a società che già operano nel mercato libero.
Come sono andate le aste e quale sorte avranno i clienti che dopo il primo luglio 2024 non avranno ancora scelto un nuovo fornitore?

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Greenwashing: approvata la direttiva Ue a tutela dei consumatori contro il falso eco-friendly

Sempre più in voga è un termine relativamente recente: Greenwashing, detto anche ambientalismo di facciata
Può essere successo anche a te di aver ritenuto un’azienda particolarmente responsabile sotto il profilo della sostenibilità ambientale per il solo fatto di aver ricevuto una borraccia in alluminio come gadget aziendale, scoprendo poi gli inesistenti o addirittura scarsi tentativi della stessa impresa di ridurre l’uso della plastica nel proprio ciclo produttivo. O ancora, di considerare più “ecologico” un prodotto perché confezionato in un packaging verde e arricchito dai cosiddetti green claims, come “amico della natura” o “rispettoso dell’ambiente”.

La Commissione europea definisce il Greenwashing come l’“appropriazione indebita di virtù ambientaliste finalizzata alla creazione di un’immagine verde”. Ma cosa si intende esattamente? E, soprattutto, come è tutelato il consumatore da questa pratica sempre più in uso?

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Diritto alla riparazione: accordo UE provvisorio e le novità per i consumatori

L’Unione Europea mira a comportamenti sempre più sostenibili per i consumatori e tra le novità segnaliamo l’accordo provvisorio tra Consiglio e Parlamento Europeo in merito alla direttiva sul diritto alla riparazione (R2R). La normativa premierà i consumatori che in presenza di prodotto rotto o difettoso sceglieranno di riparare il bene invece di sostituirlo. In questo modo si prolungherà la vita dei prodotti e ognuno di noi potrà ridurre il proprio impatto ambientale.

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