Da Megaupload a Library.nu: la condivisione di risorse è pirateria?

L’Fbi ha fatto chiudere Megaupload e Megavideo.
Un’alleanza internazionale di editori (compresa l’AIE, Associazione Italiana Editori) ha fatto chiudere Library.nu ed il suo servizio di sharehosting ifile.it.
Google ha stilato una black list di parole (ad esempio “torrent” e “xunley”) che non appaiono più nella funzione di autocompletamento delle chiavi ricerca.
La Guardia di Finanza di Venezia ha eseguito un sequestro preventivo emesso dal Gip di Parma nei confronti di FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com.

Insomma, la pirateria ha i giorni contati? Continua a leggere



Costa Concordia: 14 mila euro di risarcimento a passeggero

Si è tenuto ieri, presso la sede di ASTOI Confindustria Viaggi, il tavolo di confronto tra la Costa Crociere e le Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU, come la Casa del Consumatore.
Obiettivo dell’incontro: trovare soluzioni conciliative soddisfacenti per i passeggeri coinvolti nella vicenda, evitando le lungaggini e gli aggravi di spese conseguenti all’instaurazione di un giudizio.

In base all’accordo raggiunto, Costa Crociere si impegna a corrispondere a ciascun passeggero, indipendentemente dall’età (quindi anche i bambini non paganti):
un importo forfettario di 11.000 euro a titolo di risarcimento di tutti i danni patrimoniali, fisici e morali subiti (inclusi quelli da perdita del bagaglio e degli effetti personali, da disagio psicologico, da vacanza rovinata);
il rimborso integrale del valore della crociera, comprese le tasse portuali;
il rimborso dei transfer aerei e bus inclusi nella crociera;
il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro;
il rimborso di eventuali spese mediche sostenute;
il rimborso delle spese sostenute durante la crociera.
Per un totale di circa 14.000 euro a persona che verranno accreditati entro 7 giorni dall’accettazione della proposta da parte di ciascuno. Continua a leggere



Carrier IQ: una spia nei nostri smartphone?

Il caso è scoppiato già da qualche mese: un software “spione” installato di default negli smartphone di tutto il mondo. Si chiama Carrier IQ e registra la posizione dei dispositivi tramite il GPS integrato, i messaggi di testo, i numeri chiamati, le immagini inviate, le ricerche effettuate sul web e quant’altro: insomma, traccia tutto ciò che fanno gli utenti e i loro spostamenti, poi invia questi dati “sensibili” ai produttori dei telefoni, ma anche ad alcuni operatori telefonici. Fortunatamente è possibile rimuoverlo… Continua a leggere



Aggiornamenti dal Comitato naufraghi Concordia

Ecco gli ultimi aggiornamenti dal Comitato naufraghi Concordia. Il Comitato, che ha sede a Genova e conta già l’adesione di centinaia di naufraghi e quindici associazioni di Consumatori, si è riunito presso la sede genovese di Casa del Consumatore per tracciare le prime linee di azione. Obiettivo del Comitato è concordare con Costa Crociere una procedura rapida e snella, con il coinvolgimento delle assicurazioni tenute al risarcimento, per un congruo risarcimento di tutti i danni patiti dai naufraghi. A tal fine i legali del Comitato sono già al lavoro per una proposta alla società. Intanto Costa Crociere ha già risposto… Continua a leggere


Costituito il Comitato di tutela dei passeggeri della Costa Concordia

La Casa del Consumatore e il blog del consumatore esprimono solidarietà ai feriti e cordoglio ai familiari delle vittime della terribile sciagura del mare che ha coinvolto i passeggeri e i marittimi della Costa Concordia.
La Casa del Consumatore informa tutte le vittime e i danneggiati che è stato costituito a Genova il Comitato di tutela dei passeggeri per assisterli e tutelare i loro diritti.
Nei prossimi giorni il Comitato incontrerà i vertici di Costa Crociere per comprendere come la compagnia di navigazione intenda far fronte alla situazione.
Si ricorda sin da ora che, in base alla normativa vigente, i passeggeri della Concordia possono chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti ed in particolare:

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Bond della Bank of Ireland: la Consob indaga

I risparmiatori italiani titolari di obbligazioni (bond) della Bank of Ireland sono rimasti con un pugno di mosche in mano (un centesimo di euro ogni mille investiti) perché la scorsa estate le loro banche non li hanno avvisati che la Bank of Ireland stava offrendo ai malcapitati investitori la possibilità scambiare i loro bond con un rimborso (parziale) in contanti o con azioni della banca.

A quanto pare quasi nessuno è stato informato di questa possibilità ed ora si troverebbero perciò in molti a non aver approfittato della (sia pur non molto generosa) offerta della banca irlandese, ritrovandosi con titoli carta straccia in mano (i cd. junk bonds). Continua a leggere