Whatsapp multata dall’Antitrust. Più trasparenza per il consumatore

L’Antitrust ha multato WhatsApp per 3 milioni di euro perché la società, come spiega l’AGCM nella nota, ha “di fatto indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi termini di utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile continuare ad usare l’applicazione”.
Dunque gli utenti sono stati indotti a credere che, se non avessero accettato i termini e condizioni, non avrebbero potuto utilizzare una delle app più scaricate al mondo.

Vediamo meglio di cosa si tratta
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In bici al cellulare? La telefonata può costare cara

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Il cellulare è entrato nella nostra quotidianità ed a volte sembra proprio che non ne possiamo fare a meno. Anche quando decidiamo di trascorrere una bella giornata in bicicletta, siccome ci piace essere sempre reperibili, può capitare che squilli.

Che facciamo? Conviene rispondere?!

Pensiamoci bene perché può costare cara la telefonata o il messaggino inviato tra una pedalata e l’altra.

Vediamo perché. Continua a leggere

Quello che c’è da sapere sulle valvole termostatiche

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Quest’anno i cittadini che in casa propria hanno un impianto di riscaldamento centralizzato si trovano obbligati ad installare ai termosifoni le valvole termostatiche.

Per mettersi in regola ormai resta soltanto qualche mese perché, dopo varie proroghe, il 31 dicembre 2016 è la data entro la quale i termosifoni dovranno essere adeguati alla normativa n. 102 del 2014. Chi non provvede andrà incontro a delle sanzioni, anche abbastanza elevate.

Spieghiamo meglio di cosa si tratta. Continua a leggere

Antitrust: Techmania multata per 400mila euro!

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Siamo ancora qui a parlare di Techmania. Il famigerato sito infatti, visto che ha continuato a non spedire i prodotti acquistati dai clienti (che in moltissimi casi non ha neppure rimborsato), è stato multato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per 400mila euro.

Il procedimento era stato avviato a seguito di numerose segnalazioni di clienti che avevano acquistato prodotti tecnologici, prevalentemente smartphone e tablet, indicati come disponibili ma che in realtà non erano tali e addirittura non venivano spediti.

Si tratta del seguito della misura cautelare che era stata precedentemente applicata a Techmania, di vendere solo i prodotti effettivamente disponibili, come conseguenza di numerosi ordini annullati e parecchie richieste di rimborso.

L’Antitrust ha concluso ritenendo scorretta la condotta di Techmania, cioè di vendere beni in realtà non disponibili, neppure tentando di procurarseli. La sanzione inflitta è di 400mila euro con circostanza aggravante della recidiva.

Nel mentre, tra l’altro, Techmania è pure fallita! Continua a leggere

Circolazione stradale: i ciclisti devono viaggiare in fila?

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Con l’arrivo della bella stagione sempre più persone sono invogliate a tirare fuori la bicicletta, sia come alternativa ecologica all’automobile, che per fare sport all’aria aperta.

E’ un’attività fisica che gli italiani stanno sempre più apprezzando negli ultimi anni, ma le discussioni non mancano, soprattutto con gli automobilisti, spesso infuriati dalla presenza di ciclisti sulla carreggiata.

Tra clacsonate e gesti infastiditi dei ciclisti,  una delle questioni più dibattute è questa: i ciclisti devono stare in fila indiana oppure possono procedere in gruppo? Continua a leggere

Difendersi dal virus della finta Polizia Postale

Sono giunte alla Polizia di Stato numerose segnalazioni di utenti che sono incappati in una pagina web su cui è fraudolentemente applicato il logo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, copiato dal sito istituzionale.

I malcapitati si trovano improvvisamente il computer bloccato e l’unica pagina visualizzabile (riprodotta nella foto) minacciosamente avverte che il computer adoperato presenta contenuti illegali (immagini pedopornografiche e/o messaggi terroristici, etc.etc.). La pagina chiede all’utente di pagare in via elettronica una “multa” di 100 euro per il ripristino delle funzionalità del computer che sarebbe stato bloccato per ragioni preventive.

Spegnere e riavviare il computer è inutile: non appena ripartito il sistema operativo, ci si trova di nuovo inchiodati nell’unica pagina visualizzabile, che chiede di pagare per far funzionare il pc.

Va chiarito subito che la Polizia Postale non c’entra nulla e che si tratta di un virus truffaldino messo in rete per far soldi facili alle spalle delle ignare vittime che vi incappano, trovandosi da un momento all’altro con il computer bloccato. Continua a leggere