Telefonare e navigare in Europa: ora costa meno

Dal 1° luglio di quest’anno telefonare e navigare in Europa è diventato meno esoso.

L’eurotariffa si è ulteriormente abbassata ed è stato introdotto un sistema di “allerta” quando la spesa telefonica sta per superare i 50 €.

Ecco, nel dettaglio, i nuovi limiti tariffari fissati dalla Comunità Europea:
– per chiamare da un paese UE: 29 centesimi al minuto + Iva;
– per ricevere chiamate in un paese UE: 8 centesimi al minuto + Iva;
– per inviare un sms dall’Europa: 9 centesimi;
– per navigare e scaricare dati in Europa: 70 centesimi a megabyte + Iva.

Si tratta di un ulteriore passo avanti nel cammino intrapreso dalle istituzioni europee nel 2007 e non ancora concluso, per la realizzazione di un mercato unico dei servizi di comunicazione mobile in cui tutti i cittadini europei possano viaggiare nei paesi UE senza avere l’incubo di vedersi recapitare bollette esorbitanti per costi di roaming e telefonate dall’estero. Continua a leggere



Se navigare inquina, bisogna cambiare rotta

Siti internet, social network, forum, blog, motori di ricerca, googlemap, youtube sono solo una piccola parte di ciò che offre la rete, la più grande piattaforma di comunicazione di tutti i tempi.
Notizie, curiosità, musica, foto, video, ormai navigando si trova di tutto: lo “zapping online” è diventato uno dei nostri passatempi preferiti.

La continuità della connessione ad un prezzo fisso al mese insieme con l’immediatezza e la rapidità della tecnologia, determinano un ottimo rapporto qualità-prezzo del servizio, ma non ci fanno percepire quali sono i costi reali della navigazione, specialmente in termini di emissioni di Co2.

Googlare, ovvero effettuare una ricerca di notizie o informazioni sui motori di ricerca e in particolare su Google, è ormai diventata una parola di uso comune (vedi il Wikidizionario, appunto), ma soprattutto l’attività quotidiana di milioni di utenti della rete.
Eppure, per ogni singola ricerca vengono emessi 0,2 grammi di Co2 (questa la quantità dichiarata ufficialmente da Google stessa). Si stima che l’inquinamento ambientale di 10 mila ricerche sia lo stesso di quello prodotto da un viaggio di 8 km in auto, mentre 5 mila ricerche equivalgono ad un carico di lavastoviglie. Continua a leggere



Adsl veloce? Arriva “Nemesys”

Sono tanti i messaggi pubblicitari che promettono connessioni in banda larga veloci e superveloci.
Però, tra il dire e il fare…
A volte capita, insomma, che la velocità reale ed effettiva della propria linea Adsl risulti decisamente inferiore a quella reclamizzata: pagine web che non si aprono, download e upload lenti, disconnessioni improvvise.

Ma quando il servizio acquistato non ha le caratteristiche previste dal contratto il consumatore può esercitare il proprio diritto di recesso, quindi disdire il proprio abbonamento internet.
Come fare, allora, per dimostrare che la linea è meno veloce del dovuto?

L’Autorità Garante delle Comunicazioni sì è occupata del problema ed ha lanciato il progetto “Misura Internet”. Continua a leggere



Il mio browser me lo scelgo io

Nei prossimi giorni oltre 100 milioni di utenti europei di sistemi operativi Windows Xp, Vista, 7 e successivi, vedranno comparire una schermata di scelta sul proprio Pc o si vedranno offerta la possibilità di ricevere l’aggiornamento della schermata di scelta. Ciò permetterà di scegliere uno o più browser da installare sul PC tra una dozzina di possibilità diverse.

I browser disponibili sono: Mozilla Firefox, Google  Chrome, Apple Safari, Opera, Aol, Maxthon, K-Meleon, Flock, Avant Browser, Sleipnir e Slim Browser. Continua a leggere



facebook e youtube a rischio censura?

Il 5 febbraio di quest’anno il Senato ha approvato un emendamento al c.d. “Pacchetto Sicurezza” proposto dal Senatore U.d.c. Gianpiero D’Alia (v. foto). Tale norma, nota anche come “emendamento ammazzaFacebook”, se approvata anche dalla Camera, obbligherà i provider, cioè le compagnie telefoniche che forniscono l’accesso ad internet, a oscurare, su richiesta del Ministero degli Interni, un intero sito, blog o social network, come YouTube e Facebook, qualora sia impossibile reperire il singolo responsabile della pubblicazione di pagine, gruppi o filmati a contenuto illegale.

La “ratio” dell’emendamento è quella di punire i creatori di alcuni gruppi antisemiti o inneggianti a personaggi mafiosi, come Totò Riina. Tuttavia, la procedura prevista è stata subito percepita da tutto il popolo di internet, come una vera e propria censura. Si tratterebbe di mettere internet sotto il controllo del potere esecutivo. In tal caso, il rischio di incostituzionalità della norma sarebbe molto forte, perché verrebbe percepita come una vera e propria restrizione illegittima alla libertà d’opinione. Bisogna ricordare che il codice penale già prevede i reati d’opinione, come l’apologia e l’istigazione a delinquere. Quindi esiste già un sistema di controlli successivi con la possibilità di condannare penalmente i responsabili di tali crimini, ma con tutte le garanzie che il processo comporta.

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