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Divorzio breve: via libera definitivo della Camera

Da pochissimi giorni la Camera ha approvato il tanto discusso “divorzio breve”, che sembra ora essere realtà: sarà infatti possibile divorziare in soli 6 mesi, in caso di separazione consensuale, o in un anno, se non c’è accordo tra i coniugi, a prescindere dalla presenza di figli.

Una rivoluzione notevole, dunque, che taglia i tempi per dirsi addio e che arriva dopo altri provvedimenti in materia di famiglia tesi a semplificare e velocizzare le procedure di divorzio: avevamo già visto infatti le novità dello scorso settembre sulla possibilità (con alcuni ragionevoli limiti) di separazione assistita da un avvocato o addirittura richiesta all’ufficiale di stato civile.

In questi giorni si è quindi deciso di diminuire notevolmente non solo i tempi di separazione, per cui non sarà più necessario attendere i famosi 3 anni, ma anche i tempi di scioglimento del regime di comunione dei beni, che può scattare già dalla firma di separazione consensuale o dal momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati (e non più al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione).

La nuova disciplina, applicabile anche ai procedimenti già in corso, vuole avvicinare il nostro ordinamento agli altri paesi europei, in cui i tempi di separazione sono notoriamente più celeri, e frenare così le “corse” all’estero da parte di coppie che, stremate dalle lungaggini processuali del nostro paese, avviano pratiche di divorzio in quei paesi in cui dirsi addio è molto più facile e veloce, come ad esempio la Spagna.

Ricapitolando dunque: per la separazione giudiziale, è ridotta da 3 anni a 12 mesi la durata minima di periodo di separazione ininterrotta dei coniugi, a partire dalla comparsa dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale; per la separazione consensuale, sono sufficienti soli 6 mesi, anche nel caso in cui la procedura, iniziata come giudiziale, si trasformi in consensuale, perché i coniugi trovano l’accordo in un secondo momento.

C’è da dire che questa novella, votata a larghissima maggioranza (398 sì, 28 no, 6 astenuti) e dovuta anche all’aumento dei divorzi negli ultimi anni, ha suscitato però numerose perplessità, soprattutto nel mondo cattolico, per il rischio che venga minata la stabilità della famiglia e che una decisione così importante per i coniugi e per i loro figli venga presa in così poco tempo.

Vi segnaliamo inoltre che potete fare il ricorso per separazione da depositare in Tribunale anche da soli, utilizzando questo modello, senza bisogno dell’intervento di un avvocato.

 

Dott.ssa Fiorenza Oriana

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