Consumatore

Nuove regole e nome per i RID bancari: occhio alle truffe!

Si chiama SDD (Sepa Direct Debit) ed è il nuovo sistema di addebito sul conto corrente bancario che tra pochi giorni sostituirà definitivamente il RID nazionale, consentendo addebiti in euro in 33 stati (28 Stati Membri dell’Unione Europea, con l’aggiunta dell’Islanda, della Norvegia, del Liechtenstein, della Svizzera e del Principato di Monaco).

Gli attuali RID, dall’1 febbraio prossimo, verranno automaticamente trasformati in addebiti diretti SEPA: continueremo a pagare le bollette e gli altri addebiti ricorrenti senza necessità di doverci attivare in banca comunicando nuovi o diversi dati. Il nuovo sistema ci consentirà inoltre di attivare agevolmente addebiti diretti anche con aziende insediate negli altri stati aderenti al sistema SEPA.

Novità tutte positive?

Non proprio. Il timore, forte, è che questo nuovo sistema possa alimentare le truffe e gli abusi.
L’azienda creditrice infatti può già da ora attivare gli SDD autonomamente presso la propria banca, che a sua volta automaticamente addebita le somme alla nostra banca sul nostro conto corrente.
In teoria la protezione per il debitore starebbe nel mandato, ovvero il documento che all’attivazione dell’RDD deve essere compilato e firmato da chi autorizza l’addebito.

Il punto debole è però che il mandato non deve essere esibito dall’azienda creditrice alla propria banca, in quanto unico custode dei mandati di addebito è l’azienda stessa.
A ciò si aggiunga che è stato creato un apposito sistema informativo che consente alle aziende creditrici (o presunte tali) di conoscere il nostro IBAN semplicemente inserendo i nostri dati identificativi.
In buona sostanza ci potrà capitare, senza neppure saperlo, di trovarci fraudolentemente addebitato sul conto corrente un pagamento da una società (italiana o estera) a cui non abbiamo mai conferito alcun mandato.
Come difendersi?

Per i consumatori (in questo caso l’addebito si chiama SDD core) è possibile, entro il termine tassativo di 8 settimane dall’addebito, chiedere alla banca il rimborso di quanto addebitato sul conto. Per le aziende (in questo caso l’addebito si chiama SDD B2B) ciò non è invece possibile e l’unica soluzione resta quella di bloccare l’addebito prima che il pagamento venga effettuato.

Il consiglio è quindi di chiedere alla propria banca di essere preventivamente informati di ogni nuova richiesta di SDD, per non trovarsi poi a dover inseguire fantomatiche aziende che potrebbero addebitarci, una volta sola ma anche ogni mese, somme non dovute.

Occhio quindi ai movimenti del vostro conto corrente!!

Exit mobile version