Consumatore

Recupero crediti: la prepotenza non paga

Arrivano le prime sanzioni per le società di recupero crediti che, pur di incassare, pongono in essere tecniche di pressione che vanno oltre il legittimamente accettabile.
A farne le spese è questa volta la società di recupero crediti Fire S.p.A., condannata dall’Antitrust al pagamento di una multa da trecentomila euro per aver aver spedito a migliaia di consumatori degli atti di citazione, cui non ha quasi mai fatto seguito l’effettivo avvio di una causa. I giudici di pace indicati erano poi sistematicamente incompetenti per territorio, visto che nelle cause contro i consumatori l’unico giudice competente per territorio è quello di residenza del consumatore.
La condotta della società, che operava su incarico di note finanziarie e società del settore energia, è stata ritenuta dall’Antitrust pratica commerciale aggressiva, in quanto finalizzata a indurre forzatamente i consumatori a determinarsi a pagare, anche in presenza di eventuali contestazioni, pur di non vedersi costretti a difendersi in una lontana e dispendiosa causa. Una pressione psicologica che forzava insomma le scelte dei malcapitati cui venivano recapitati questi atti di citazione.

Non è la prima volta che comportamenti del genere, ancorché in presenza di legittime pretese creditorie, vengono posti in essere da società di recupero crediti, che talvolta addirittura inventano presunte ingiunzioni di pagamento provenienti da fantomatiche autorità.
Se siete vittima di comportamenti di questo tipo, non esitate a segnalarlo alla Casa del Consumatore, che saprà aiutarvi, tutelarvi e consigliarvi.
Vi ricordiamo inoltre che, se siete vittime di incessanti solleciti telefonici di pagamento, potete farli smettere inviando una diffida scritta.

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