Consumatore

Viaggi del Ventaglio: ecco cosa fare

All’indomani del fallimento dei Viaggi del Ventaglio sono in tanti a chiederci cosa si deve fare adesso.

In via generale noi riteniamo che tutta la vicenda meriti la massima attenzione perché la situazione del gruppo ci pare ancor oggi poco trasparente così come il rapporto cliente / società del gruppo / gruppo / villaggi.
Stiamo perciò elaborando una memoria che a breve depositeremo al Tribunale di Milano per sottoporre al PM tutti i nostri dubbi e le domande che devono trovare una risposta in quella sede.
Sempre in via generale, stiamo premendo con il Ministro Brambilla per avere un incontro per un intervento legislativo che tuteli finalmente in maniera concreta i clienti di Tour Operator.

Se quanto sopra vale in generale per tutti, le vostre situazioni individuali sono però assai differenti tra loro.

Sono purtroppo tanti quelli che, accettando l’offerta che la stesso Ventaglio aveva fatto loro negli scorsi mesi, hanno prenotato vacanze per quest’estate accettando gli “sconti” promessi.
Il Curatore ha tuttavia ormai ufficializzato che tutte le nuove partenze sono bloccate e così al danno di aver perso punti e buoni vacanza si è aggiunta la beffa di un ulteriore, inutile, esborso per quest’estate.
Lo stesso a dirsi per tutti coloro che, attraverso l’agenzia di viaggi o direttamente online, hanno acquistato pacchetti vacanza ignari dello stato di dissesto in cui si trovava il Tour Operator.

Se queste sono le problematiche di più recente insorgenza, la stragrande maggioranza dei danneggiati resta tuttavia tra chi già del Ventaglio era cliente, con le varie formule pluriennali di vacanza.

Da ultimo, e non certo in ordine d’importanza, gli azionisti della società. Ci hanno contattati in molti indotti ad acquistare azioni a pochi giorni o mesi dalla sospensione del titolo da Piazza Affari.

Insomma, tanti problemi e poche prospettive?
Sì e no.

Partiamo dai clienti più recenti, quelli che avrebbero dovuto partire. Dovete insinuarvi al passivo del fallimento e fare domanda al Fondo di Garanzia.

Clienti “storici” del Ventaglio: dovete sicuramente insinuarvi al passivo del fallimento ma, secondo noi, si può provare a prendersela direttamente con i villaggi, che riteniamo debbano continuare ad ospitarvi. A tutti quelli che ci sostengono faremo sapere a breve se e cosa si può fare.

Azionisti: se vi hanno venduto il titolo negli ultimi cinque anni e non siete clienti inclini al rischio, allora si può provare a richiedere il risarcimento del danno alle banche che vi hanno venduto il titolo.

Anche in sede di insinuazione al passivo del fallimento ci saranno tutte le difficoltà di calcolo già incontrate per la precisazione del credito in sede di concordato.
I nostri associati e tutti coloro che hanno aderito e stanno aderendo alla nostra iniziativa stiano tranquilli che riceveranno direttamente da noi tutte le istruzioni, il supporto ed i modelli necessari a far valere i loro diritti nei confronti del Fallimento. Se lo preferite, potrete avere l’ausilio di un avvocato, diversamente vi porremo in condizione di fare tutto da soli senza alcun costo.

Lo stesso a dirsi per le domande al Fondo di Garanzia. Tutte le istruzioni e le modalità vi saranno a breve spiegate e chiarite.

Se siete interessati ad un’eventuale azione contro i villaggi, vi preghiamo di aderire alla nostra iniziativa, perché più siamo e maggiore è la nostra forza e rappresentatività.

Per gli azionisti: se aderite alla nostra iniziativa, inviateci la vostra documentazione: la esamineremo e vi diremo se e cosa si può fare.

Un avviso per tutti: entro il 20 dicembre 2010 dovrete insinuarvi al passivo del fallimento. Vi aggiorneremo guidandovi in tutto quanto deve essere fatto.

Vi ricordiamo che per partecipare alla nostra iniziativa è sufficiente:
1)  aderire alla Casa del Consumatore, senza pagare alcun costo aggiuntivo rispetto al tesseramento ordinario;
2)  inviarci per posta, fax o mail la vostra documentazione;
3)  scaricare dal nostro sito, nella sezione modelli/iniziative, il file “Procura Ventaglio”, stamparla, firmarla ed inviarcela per posta unitamente a fotocopia di un vostro documento di identità.

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