Enel tutela il consumatore e dice stop alle chiamate selvagge

Enel giorni fa ha preso l’importante decisione di non utilizzare più il teleselling come strumento di marketing. Finalmente una buona notizia per i consumatori e ad annunciarla è stata Aurora Viola, Responsabile planning Enel-Mercato Italia, durante un servizio del programma tv “Striscia la notizia”.

Aurora Viola, durante l’intervista, motiva la scelta indirizzandola verso i consumatori e la loro privacy: “In questo momento abbiamo capito che il consumatore non ama essere disturbato a casa con questa pratica, quindi con il telefono” . Una scelta dunque, quella del gruppo Enel, a favore dei consumatori e delle loro richieste. Le attività di contatto telefonico saranno effettuate solamente per i consumatori già clienti dell’azienda. Inoltre continuerà anche il servizio telefonico di assistenza.

Perchè questa scelta? Continua a leggere

Telefonate commerciali a casa. Possiamo farle smettere?

Se facessimo un sondaggio su quanti gradiscono ricevere telefonate commerciali dai vari operatori ed aziende, probabilmente il risultato sarebbe scontato: una percentuale di “NO” molto vicina al 100%!

Il teleselling, infatti, è una tecnica di marketing molto “invadente”, ma nonostante ciò, ancora molto utilizzata da chi vuole proporci di cambiare operatore telefonico, di abbonarci ad una pay-tv, di passare ad altro fornitore di luce e gas, di acquistare 10 litri d’olio, ecc. ecc.
E per essere sicuri di trovarci in casa, i call center (spesso stranieri) telefonano in orari piuttosto scomodi, in genere il telefono squilla mentre stiamo pranzando o cenando…

Quali obblighi sono previsti dalla legge per gli operatori di telemarketing?
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Vendite di luce e gas truffaldine, ora si spacciano per l’Autorità

Le tecniche di vendita di contratti di luce e gas telefoniche o porta a porta sono purtroppo spesso molto aggressive, tanto che molti clienti, soprattutto anziani, vangono spesso indotti a cambiare fonritore anche se non lo vorrebbero e sulla base di promesse poi non mantenute.

Le tecniche “furbe” stanno però diventando non solo aggressive ma anche delle vere e proprie truffe. E’ di questi giorni la notizia che in Toscana vari cittadini sono stati contattati al telefono da persone (per lo più giovani e straniere) che cercano di farsi comunicare i dati del cliente da una bolletta, spacciandosi per l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Continua a leggere

Teleselling e internet: fallisce il registro delle opposizioni

A distanza di 16 anni circa dall’istituzione dell’Autorità Garante della Privacy e di 9 anni dall’introduzione del Codice della Privacy, in Italia la protezione della riservatezza è davvero assicurata?

Forse non del tutto.
Anche se la cultura della protezione dei dati personali si sta radicando pure nel nostro Paese ed è maggiore la consapevolezza del diritto alla privacy come un diritto fondamentale e garantito a livello costituzionale, l’evoluzione tecnologica costringe ad affrontare sempre nuove sfide e problematiche.

A pochi giorni dalla nomina dei nuovi membri dell’Autorità Garante della Privacy, vediamo quali sono i problemi risolti e le questioni ancora aperte, tenendo conto del bilancio tracciato del Presidente in carica, Francesco Pizzetti.

Due problematiche, di cui abbiamo già parlato nel precedente articolo e che necessiterebbero di una disciplina più adeguata riguardano le intercettazioni, da un lato, e i sistemi invasivi di lotta all’evasione fiscale, dall’altro; ma sono tanti i settori interessati dal problema privacy. Per esempio le telefonate commerciali indesiderate e il fallimento del registro delle opposizioni… Continua a leggere

Telemarketing (parte 2): gli obblighi del venditore

Continuiamo a parlare di telemarketing, ossia della vendita di prosotti per telefono. Il contratto stipulato con la tecnica del telemarketing rientra nella categoria dei “contratti a distanza” disciplinata da un’apposita sezione del codice del consumo (artt. 50 e segg.). Si tratta infatti di un contratto concluso tra un professionista e un consumatore, dove il primo impiega esclusivamente tecniche di comunicazione a distanza (il telefono appunto) e il secondo, in quanto contraente “debole”, necessita di una particolare protezione perchè corre il rischio di non avere la necessaria attenzione e consapevolezza.
Il venditore ha una serie di obblighi da rispettare: fornire oralmente al consumatore determinate informazioni prima della conclusione del contratto e confermarle per iscritto o su altro supporto duraturo scelto dal consumatore; eseguire l’ordine entro trenta giorni e, in caso di mancata esecuzione anche per indisponibilità del bene, rimborsare le somme già pagate. Inoltre, a meno che il consumatore non dia il proprio consenso, il professionista non può eseguire una fornitura diversa da quella pattuita, neppure se di valore e qualità equivalenti o superiori.
Quindi, se siete interessati ad un’offerta commerciale che vi viene fatta telefonicamente, sappiate che avete diritto a ricever e potete pretendere tutta una serie di informazioni:
– identità del venditore e, se chiede il pagamento anticipato, anche il suo indirizzo dove poter presentare eventuali reclami;
– caratteristiche essenziali del bene/servizio offerto, in particolare il prezzo, comprese le tasse, le imposte e le spese di consegna;
– modalità di pagamento, di consegna del bene o fornitura del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;
– esistenza del diritto di recesso e casi di esclusione del recesso (art. 52 codice del consumo).

Se queste informazioni non vi venisserro fornite, leggetevi la nostra prossima puntata dedicata al diritto di recesso.