Prescrizione cartelle Equitalia. La Cassazione ha deciso

Equitalia

La prescrizione delle cartelle esattoriali è sempre stato un argomento abbastanza dibattuto, tra chi sostiene che si debba fare riferimento al termine di prescrizione lungo, quindi dovranno passare ben 10 anni, e chi reputa invece applicabile il termine breve previsto per il tributo stesso. Chi avrà ragione?

Per colmare le incertezze sorte su questo argomento, sono intervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione che, con la sentenza 23397/2016, hanno voluto chiarire la questione.

Quindi, a cosa bisogna riferirsi? Termine lungo o termine breve?  Continua a leggere

Ultima chiamata per i bond argentini!

Venerdì 23 dicembre 2011 saranno passati dieci anni dal default dell’Argentina. Non si tratta di una semplice ricorrenza storica ma di un’importante scadenza per tutti i risparmiatori che acquistarono bond argentini e che non abbiano nel frattempo intrapreso la strada dell’arbitrato, della causa alla propria banca o altre vie per ottenere il rimborso delle somme investite e poi svanite.

Chi ancora non lo avesse fatto dunque si affretti! Deve essere inviata subito una raccomandata interruttiva della prescrizione alla banca che vi vendette i titoli, per evitare che, con la prescrizione, cessi ogni  possibilità di essere risarciti. Continua a leggere

Cartelle: non tutte sono da pagare

Chi riceve una cartella esattoriale, per prima cosa deve verificare se ha in precedenza ricevuto notifica del verbale di accertamento (ossia la multa) cui essa è riferita oppure dell’ordinanza del Prefetto che ha rigettato il ricorso e ingiunto il pagamento della multa.

Se così non fosse, tali provvedimenti non possono costituire validi titoli esecutivi, quindi si potrà richiedere l’annullamento della cartella.
A tal proposito è opportuno rivolgersi all’ente creditore indicato nella cartella chiedendo di esibire l’originale della c.d. “relata di notifica” che nella maggior parte dei casi è costituita dalla cartolina di ritorno della raccomandata a/r firmata dal ricevente. Attenzione però: il fatto di non aver firmato personalmente tale ricevuta non significa automaticamente che la notifica non sia avvenuta correttamente dal punto di vista legale. Bisogna, infatti, controllare che la raccomandata non risulti consegnata a soggetti terzi (es. congiunti, conviventi, portinai, ecc.) e che la notifica non si consideri comunque avvenuta per compiuta giacenza.

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