“Il Giubileo Bancario la proposta di legge ispirata dal lupo banchiere travestito da agnellino: un nuovo regalo alle banche”

Nei giorni scorsi in seno alla commissione finanze della Camera si è discusso mediante un’audizione delle associazioni dei consumatori della proposta di Legge del deputato della Sinistra Italiana On. Paglia, meglio conosciuta come Giubileo Bancario, nome mutuato dall’indulgenza plenaria introdotta da Papa Bonifacio VII nel 1300.

Vero ispiratore della proposta di legge è il banchiere Dino Crivellari, ex amministratore delegato del braccio operativo nel recupero del credito di Banca Unicredit la famosa Unicredit Management Bank ora ceduta al fondo d’investimento Fortress che ha creato Dobank.

Per anni Dino Crivellari è stato dalla parte del soggetto forte nel mondo del credito: la banca. Ora il lupo si è travestito da agnello e con l’ausilio di alcuni parlamentari ha presentato al Parlamento Italiano una legge che, pur sventolata come un aiuto ai debitori tanto da chiamarla Giubileo bancario, non è altro che l’ennesimo tentativo di aiuto di Stato al sistema bancario italiano.

La proposta di Crivellari prevede la possibilità per il debitore di transare con la banca i propri debiti pagando quanto la banca ha previsto d’incassare dedotte le perdite preventivate sul credito in sofferenza.

Un pratico esempio potrà aiutare il lettore a capire meglio. Continua a leggere

Novità per i debitori che hanno la propria casa all’asta

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Un’importante novità è stata introdotta con la riforma della giustizia civile recentemente approvata dal Parlamento per tutti coloro che hanno il proprio immobile all’asta. La modifica è quasi impercettibile e quasi nessuno se ne è accorto, ma l’articolo di legge esiste.

Nel dettaglio – spiega Stefano Santin della Casa del Consumatore – la riforma ha previsto che qualora il prezzo di vendita all’asta di un bene, ad esempio la casa, risulta eccessivamente basso tale da deprezzare il valore dell’immobile, si può ora richiedere la chiusura anticipata dell’asta e rientrare in possesso del bene. Precedentemente si poteva beneficiare solo di una sospensione dell’asta per un massimo di due anni, solo se richiesta dal creditore. La legge ora permette al debitore di richiedere la chiusura dell’asta per infruttuosità della vendita forzata.” Continua a leggere