Divieto di cani nei parchi? Solo se è emergenza sanitaria

In Italia ci sono circa 7 milioni di cani e, dato che gli abitanti sono poco più di 60 milioni, possiamo dire che circa una persona su dieci ne ha uno.

Il noto detto: “il cane è il migliore amico dell’uomo” sembra che alcune volte sia stato smentito, a confermarlo lo sono i casi che sempre più spesso vengono portati davanti al giudice e proprio uno di questi è quello che ha coinvolto il sindaco di un comune della Toscana.

Vediamo di cosa si tratta.

Il caso ha interessato il Sindaco toscano per aver disposto il divieto di accesso ai cani, anche se accompagnati, al parco cittadino. Questo divieto era stato emesso con apposita ordinanza a causa della “presenza di numerosi escrementi canini in ambito urbano comunale“.

Si tratta di un potere esercitato dal primo cittadino in quanto previsto dall’art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000 (Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali), il quale recita che “in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale“.

Come evidenziato nel testo, si tratta di un’ordinanza che può essere adottata in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica ed a carattere esclusivamente locale. Ma nel caso affrontato era davvero così?

Un’Associazione a tutela degli animali ha impugnato l’atto davanti al TAR della Toscana.

I giudici amministrativi, uniformandosi ad altri casi giurisprudenziali, hanno precisato che il sindaco, in qualità di rappresentante della comunità locale, sì che ha la facoltà di intervenire con urgenza per superare situazioni di grave incuria, degrado del territorio, pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, ma è stato anche precisato che nel caso di specie non vi era stata un’istruttoria adeguata sull’effettiva esistenza di un’emergenza sanitaria o di igiene pubblica, oltre alla mancata indicazione del limite temporale di efficacia dell’ordinanza.

Pertanto, i giudici, hanno ritenuto che la mera rilevazione di “numerosi escrementi canini in ambito urbano comunale” non possa essere qualificata come emergenza sanitaria o di igiene pubblica ed in conclusione, non sussistendo i presupposti indicati nel T.U. degli Enti Locali, il ricorso è stato accolto ed è stato disposto l’annullamento dell’atto.

L’ordinanza può essere emessa solo in caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica e per un arco temporale limitato.

Purtroppo è vero che le nostre strade ed i parchi cittadini non sempre sono “puliti” come dovrebbero essere, ma la sporcizia non è solo dei cani… quindi, perchè dovrebbero rimetterci esclusivamente gli animali? Cosa ne pensate?!

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8 risposte a “Divieto di cani nei parchi? Solo se è emergenza sanitaria

  1. Buongiorno
    in effetti tale problema esiste un po su tutti i parchi ma il problema non e’ dei cani ma dei suoi padroni,basterebbe un po di buona volontà’ di piegarsi e raccoglierla,come io stesso faccio con il mio cane.
    Proporrei l installazione di telecamere utilizzabili anche come sicurezza visto che in molti parchi non esistono e una multa salata per chi viene beccato a non pulire.
    Saluti

  2. E’ facile vietare senza affrontare il problema. La responsabilità non potrà mai essere del cane in quanto i propri bisogni deve pure farli da qualche parte. Bisognerebbe effettuare maggiori controlli e sanzionare in maniera pesante il padrone che non si attiene alle più elementari norme di rispetto per gli altri e igiene.

  3. Se il principio è quello di tutelare l’igiene e il decoro delle cose pubbliche (e non v’è dubbio che sia così), vanno attuati dei controlli. Un tempo il vigile urbano (oggi “agente di polizia municipale”) si vedeva un pò ovunque in giro. Oggi è sempre più sostituito dalla presenza da autovelox e telecamere, e la sua attività è sempre più burocratica che “operativa”. Ora, visto che i proprietari di cani sono in giro a orari più o meno prevedibili (al mattino per esempio), basterebbe inviare una pattuglia in determinate fasce orarie per seguire quei pochi imbecilli che non raccolgono gli escrementi dei loro amici a quattro zampe facendogli passare la voglia con una bella e meritata multa! Secondo me, potrebbe essere la soluzione al problema, e non quella di vietare l’uso dei parchi. Tra l’altro: perché devono sempre pagare anche i tanti giusti – che gli escrementi li raccolgono –
    per quei pochi imbecilli (e sicuramente anche ignoranti) che non lo fanno??

  4. Non è la prima volta che un sindaco emette un’ordinanza come questa. Vorrei informarvi che, la stessa, è facilmente impugnabile poichè, i parchi, sono un bene ” comune” e mantenuti con le tasse dei cittadini. Pertanto, non essendo di proprietà esclusiva del sindaco ma dei suoi concittadini, non può assolutamente vietare di frequentarli ai detentori di un animale domestico. Quello che invece ritengo sia importante è aumentare le sanzioni amministrative fino ad arrivare a 1.000,00 euro e controllare che, il cittadino che gira a spasso con il cane, sia munito di sacchetti per la raccolta delle deiezioni. In caso non li avessero..anche li una bella multa da almeno 500,00 euro. Loredana Pronio Presidente Feder F.I.D.A. onlus

  5. agenti in borghese e multe a tutto spiano, vedrete che velocemente recuperate l’investimento… toccarli sul portamonete è l’unico modo. la civiltà si può insegnare anche così. Ho due cani e raccolgo sempre, a volte anche quella degli altri.

  6. E’ un po’ come per il problema dei ciclisti: tutti si indignano quando i loro “diritti” vengono “calpestat”i e spiegano che si tratta solo di una questione di isolati casi di maleducazione, di responsabilizzazione e bla-bla. Venite a Roma! Ogni strada è strapiena di cacca di cani e non c’è un edificio, altro manufatto su strada che non sia imbrattato più volte al giorno con urina canina, puzzolente, persistente e con orribil risultati sulle zone (tutte!) inzaccherate. Di fronte casa mia una “cara bestiola” abbaia e ulula a squarciagola giorno e notte. Alcuni sono pericolosi e tutti, quando sono uno dei pressi dell’altro, cominciano a sbraitare. Pare che i cani abbiano più ragion d’essere degli umani! Vietarli dove possibile (spiagge, parchi, supermercati, mezzi publici, ecc). è un’esigenza! A mali estremi, estremi rimedi!

  7. Io propongo x chi sporca specie sui marciapiede una multa da € mille e visto che i vigili scarseggiano , allorora il cittadino che porta in municipio una foto che dimostra il fattaccio dare una ricompensa.

  8. Oltre alle telecamere, multe salatissime.
    Chi si comporta in questo modo, non è persona civile e sopratutto non è persona che merita di avere un cane, che peraltro se potesse parlare si vergognerebbe di meritarsi un padrona simile.
    Altresì sono persone che non amano assolutamente gli animali.

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