Bicicletta: verso una maggiore tutela per i ciclisti

Noi del Blog molte volte abbiamo trattato il tema sulla sicurezza dei ciclisti perché è un argomento che interessa tutti, anche chi effettivamente amante della pedalata non lo è. E diciamo questo, ripensando ai precedenti dibattiti sorti proprio qui, tra automobilisti e ciclisti.

Su questo argomento, qualche giorno fa a Montecitorio è stato presentato il disegno di legge “salvaciclisti”, proposto dal senatore Michelino Davico e firmato da oltre 60 senatori, per modificare l’art. 148 del Codice della Strada e stabilire una distanza minima di sicurezza durante il sorpasso di un ciclista.

Il disegno di legge cosa prevede?

La modifica proposta stabilisce che in fase di sorpasso di un ciclista deve essere rispettata la distanza laterale minima di un metro e mezzo al fine di prevenire incidenti stradali.

E’ stata proposta questa distanza minima perché numeri alla mano, nel 2015 sulle nostre strade sono morti 252 ciclisti e sono stati oltre 16000 i feriti. Si tratta di dati impressionanti se si pensa anche che negli ultimi anni sono in molti quelli che hanno deciso di fare una scelta ecologica e di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano.

Questa modifica consentirebbe all’Italia di adeguarsi agli altri Paesi europei nei quali è già prevista una maggiore tutela per i ciclisti ed inoltre farebbe scattare una sensibilizzazione delle persone sul rispetto dovuto nei confronti di chi va in bicicletta.

Il senatore proponente ha dichiarato che “Si tratta di una proposta molto semplice che intende trovare l’appoggio di tutte le forze politiche per offrire, prima del termine della legislatura, un rimedio immediatamente applicabile ed efficace per la sicurezza di tutte le biciclette“.

Noi ce lo auguriamo e voi che cosa ne pensate?

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5 risposte a “Bicicletta: verso una maggiore tutela per i ciclisti

  1. Sarebbe utile però di far sapere al Comune (di Milano) di smettere di allargare a dismisura i marciapiedi, senza una reale ragione, cosa questa che causa il restringimentod ella carreggiata ovvero dello spazio utile a far si che auto e bici circolino in sicurezza.
    in certe vie è sufficiente che ai due lati le auto parcheggiate non abbiano gli specchietti piegati, che diventa difficoltoso il transito.
    Se poi si ha la sfortuna di trovare un ciclista (niente contro le 2 ruote ovvio) si deve procedere ovviamente alla sua velocità, in quanto non vi è spazio per superarlo.
    Cito ad esempio alcune vie in zona Greco, M. Gioia, Viale Monte Nero e tante altre. Mi sono sempre chiesto come faccia a passare, ad esempio, un camion dei pompieri…
    Non ultimo bisognerebbe che i ciclisti smettessero di girare con gli auricolari nelle orecchie (se non le cuffie a padiglione chiuso), isolati dal mondo circostante ed infatti non ti sentono e si spostano di colpo.
    Per approfondire:
    https://paoblog.net/2010/09/24/cuffie-mp3/
    https://paoblog.net/2015/03/06/2ruote-94/

  2. Sempre in merito alla sicurezza dei ciclisti sarebbe molto importante insegnare loro che sono comunque alla guida di un mezzo e dunque debbono rispettare le regole del codice della strada : non andare contromano, non circolare in zone pedonali e nei marciapiedi, non attraversare improvvisamente sulle strisce pedonali come pedoni e dunque non scendendo dalla bicicletta, non superare a destra un auto che ,per esempio, dopo la sosta al rosso di un semaforo , sta segnalando anch’essa la svolta a destra, non circolare di notte con una bicicletta totalmente priva di segnali luminosi ecc… Non puoi pretendere sicurezza se tu per primo ti metti in condizioni di pericolo !

    • Per non parlare del fatto che dalle mie parti hanno giustamente costruito molte piste ciclabili sacrificando parti di carreggiata. Peccato che la maggior parte dei cilisti intutati si rifiuti di utilizzarle per non essere intralciati nei loro allenamenti. A questo punto era meglio solo disegnarle le corsie, invece di costruire i marciapiedni, almeno potevano rientrare in assenza di pedoni/ciclisti lenti (tralasciamo i gruppi in allenamento che se ne fregano di tutto e tutti)

  3. Sarebbe ora.
    Provate ad andare in Austria e capirete quale rispetto hanno per i ciclisti.
    Anche una gita a Ferrara aiuterebbe.
    Nel resto dell’Italia il ciclista è una rottura per automobilisti e non solo. Bistrattati da tutti peggio degli appestati.

  4. Lodevole anche se trenta anni fà il mio istruttore di guida come prima cosa mi diceva che nel sorpasso di una bicicletta, mezzo instabile, lo spazio di rispetto doveva essere almeno l’altezza della persona compreso il mezzo in caso di caduta e quindi almeno 2 DUE metri: è scoperta l’acqua calda.
    Tre annotazioni inerenti l’argomento.
    1 Da ciclista amatoriale SOLO una volta mi sono addentrato su una pista ciclabile piena di ghiaino, con tutti i chiusini dei sottoservizi e con il risultato a seguito di una foratura di cadere: mai più.
    2 Non sò perchè non sia mai stata fatta una norma che regoli certi grupponi domenicali di ciclisti da almeno 50 persone allungati per la lunghezza di almeno tre pulman e per il quale un sorpasso diventa proibitivo e non privo di rischi: la soluzione potrebbe essere di limitare anche in doppia fila (tanto che sia uno o due affiancati comunque per il sorpasso bisogna quasi sempre invadere la corsia opposta) il numero di persone del gruppo a 6-8 e con uno spazio tra i gruppi di almeno una cinquantina di metri.
    3 La legge sulle piste ciclabili è costituita da poche righe eppure la stragrande maggioranza dei comuni italiani, per quel poco che si fà, le realizzano in contrasto alle poche norme scritte con gran felicità degli avvocati quando ci scappa l’incidente grave, in particolare su quelle a raso con la carreggiata e molto spesso separate in modo inadeguato.

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