Pista ciclabile: se c’è deve essere utilizzata?

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In tutta Italia, da Milano a Catania, le piste ciclabili stanno aumentando sempre di più, anche perché la bicicletta è un mezzo di trasporto utilizzato un po’ da tutti, sia adulti che bambini, perché è pratico, agile, permette di muoversi in libertà e soprattutto è economico!

Ma tutti quelli che vanno in bicicletta conoscono le regole che devono essere rispettate?

E soprattutto, in presenza di pista ciclabile, deve essere utilizzata?

L’articolo 182 comma 9 del Codice della Strada recita che “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono…“, perciò la pista ciclabile, se c’è e sulla base di quanto disposto dalla legge, deve essere utilizzata.

Sono numerosi i dibattiti che sono sorti su questo tema ed abbastanza discordanti tra loro, soprattutto se la domanda la rivolgiamo ad un ciclista oppure un automobilista… difficilmente otterremo la stessa risposta!

Noi che siamo ciclisti ed automobilisti diciamo che per prima cosa sarebbe opportuna una distinzione, almeno tra il “ciclista della domenica” ed il  “ciclista esperto”.

Il ciclista della domenica, quello che prende la bici per rilassarsi, per fare un po’ di movimento o anche quello che usa la bici per andare a comprare il pane o che decide di lasciare l’automobile a casa per non impazzire a cercare parcheggio, non può essere paragonato ad un ciclista esperto e quindi, dovrebbe utilizzare la pista ciclabile per garantire la propria sicurezza e quella degli altri.

Invece il ciclista esperto è quello che si allena, pedala per molti chilometri ad una velocità piuttosto sostenuta (di solito intorno a 30-40 km/h) attraversando svariati paesi e la maggior parte dei quali neppure collegati tra loro da pista ciclabile… Lui, cosa dovrebbe fare? Entrare ed uscire dalle piste ciclabili? Questa non ci sembra la soluzione ideale, anche perché non dimentichiamoci che solitamente la pista ciclabile è frequentata da ciclisti appunto della domenica che si godono il paesaggio, ma soprattutto da bambini e quindi risulterebbe davvero inadeguata per i ciclisti esperti, naturalmente anche per la velocità che questi raggiungono, non di certo da passeggiata di piacere!

Questa è la nostra opinione ma la legge, non apportando alcuna distinzione all’interno della categoria, definisce i ciclisti tutti uguali. Quindi state attenti a quando andate in bicicletta perché, se è presente la pista ciclabile, siete obbligati ad usarla, altrimenti potete andare incontro ad una sanzione amministrativa.

Voi di solito dove andate in bicicletta?

Pista ciclabile o strada? Siete ciclisti da passeggio o esperti? Diteci la vostra!

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6 risposte a “Pista ciclabile: se c’è deve essere utilizzata?

  1. Per approfondire suggerisco la lettura di questi post tramite i quali ho interagito anche con i ciclisti e con il Presidente di Ciclobby

    Ai ciclisti servono le piste ciclabili?
    https://paoblog.net/2009/07/10/piste-ciclabili/

    Le piste ciclabili servono? Parla FIAB Ciclobby
    https://paoblog.net/2009/07/26/piste-ciclabili-fiab-ciclobby/

    Perche’ i ciclisti non stanno a destra (ed hanno quasi sicuramente ragione)
    https://paoblog.net/2015/03/06/2ruote-94/

    Arriva una nuova pista ciclabile, ma chi la usa veramente?
    https://paoblog.net/2013/07/25/2ruote-54/

    L’appello (tardivo) di Pisapia ai ciclisti
    https://paoblog.net/2014/10/30/2ruote-86/

  2. Da cicloutente prediligo la pista ciclabile e da automobilista vorrei cicloprofessionisti e cicloamatori sulle medesime anziché disposti in pattuglione su strade a due sole corsie, impedendo il legittimo sorpasso. Tuttavia a loro favore troveri giusto si proponesse una modifica al codice, correlando l’obbligo d’usar la ciclabile all’effettiva fruibilità della medesima. Troppe amministrazioni si mettono a posto la coscienza “ambientalista” disegnando righe gialle sui marciapiedi, senza tener poi conto delle inarrestabili deformazioni prodotte dalle radici, dall’incuria e soprattutto della pericolose convivenza con i pedoni. E’ il caso deplorevole di Brescia dove la sedicente amministrazione di sinistra vanta chilometri di ciclabili, molte delle quali spariscono in prossimità dei rondò, ricompaiono su marciapiedi che sembrano portare in altre direzioni, o, in periferia, sono occupate stabilmente dalle auto degli avventori dei locali pubblici, specie nelle ore in cui la polizia locale è a ranghi ridotti, o dalle auto dei residenti durante il lavaggio strade, perché poverini trovano scomodo raggiungere i vicini parcheggi. Per non parlare del centro storico, pedonalizzato in buona parte, ma a scapito degli spazi di normale scorrimento di una bici e a vantaggio dei tavolini dei locali pubblici e dei conseguenti introiti sul plateatico; vedasi Corso Mameli, Corso Cavour, Piazza Loggia e Piazza Duomo oggi percorribili solo salendo sul cordolo del “listone” centrale, comunque invaso dal passeggio; evidentemente si è ritenuto più pericoloso l’attraversamento da parte dei camerieri dei bar. Per non parlare dei sensi vietati in cui impatta chi prudentemente non s’avvale della recente facoltà di circolare contromano ai sensi di Codice nelle zone “30 all’ora”. Se invece di sprecare migliaia e migliaia di euro per ritinteggiare di un bel azzurro “gonfalone” i pali della luce (anche nelle zone residenziali ove fanno a pugni col verde dei giardini) si fossero estese e migliorate le ciclabili oggi forse avrebbe un senso pretenderne l’impiego anche da chi la bici la vive sul filo dei 40 all’ora.

  3. Le piste ciclabili con separazione fisica dalla carreggiata ordinaria ( quelle con le cordonate per intendersi) sono una inutile restrizione della carreggiata: i cilcisti spaziali (o che si ritengono tali) non le usano neanche a morire (…) e la strada risulta più stretta per niente.
    Questi signori che spendono migliaia di euro per sentirsi emuli di Binda o Moser, circolano con mezzi non a norme (campanello?, luci?, catarifrangenti?) e risultano impuniti.
    Si pretenda che circolino secondo la legge, sia del mezzo di trasporto che nella conduzione e poi vediamo se gli incidenti non caleranno.

  4. Non è vero che le piste ciclabili sono obbligatorie. Quelle promiscue, quando il cartello della bicicletta e del pedone non è diviso da una linea bianca, possono non essere percorse. Altro problema che le piste ciclabili sono spesso rotte o invase da radici ecc…percorse da mamme e passeggini, pedoni,cani, vecchi ciclisti lentissimi…ma è impensabile allenarsi a 40 Km/h su una pista ciclabile…la verità è che si tende a fare una sorta di “razzismo” :il ciclista è un essere inferiore e si può calpestare…percorro 10-12mila Km l’anno e percepisco odio gratuito (o forse frustrazione e invidia?) da molti… spesso ti suonano o ti mettono in difficoltà proditoriamente tipo stringerti contro il ciglio della strada senza nessun motivo per poi fare gli esperti del CdS o peggio insultarti o minacciarti se protesti Poi Binda e Moser…hai dimenticato Gimondi…aggiornati…la bici è uno sport bellissimo che ti ricambia con bellezza fisica, salute e mente lucida, adusa alle fatiche della vita, modestamente sono sempre felice e di buon umore usando la bici spesso (ho in garage audi e harley – non ho l’osso al naso e la sveglia al collo sia chiaro)

    • Non diffondere notizie false, le piste ciclabili SONO OBBLIGATORIE, ma sono d’accordo con te che la maleducazione di pedoni e automobilisti faccia paura e rende la vita dei ciclisti impossibile.

      L’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalita’ stabilite nel regolamento.

      A quasi trent’anni dalla emanazione del ‘NUOVO CODICE DELLA STRADA (Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285) il regolamento non é stato promulgato quindi tutti i ciclisti devono fare uso delle piste ciclabili: dai bambini ai professionisti. Sono esclusi dall’obbligo i ciclisti che partecipano a competizione sportive autorizzate.

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