Montagna a misura di bimbo: qualche dritta per le vacanze ad alta quota

Mare o montagna, purchè ci si diverta! Potrebbe essere questo il motto per i bimbi che vanno in vacanza.
Ma i genitori amanti della montagna cosa possono/devono fare per trasmettere la loro passione anche ai loro piccoli?
Ecco qui alcune dritte sulle cose da dire e da fare per farli ambientare senza stress e senza difficoltà.

L’età più adatta 
Per chi non ci è nato, può essere difficile adattarsi all’aria e all’ambiente montano. I neonati e lattanti “di città” potrebbero trovarsi in difficoltà al di sopra dei 2000 metri. Meglio essere cauti ed evitare salite ad alta quota, perchè il rischio di mal di montagna infantile è concreto.
Per i bimbi fino ai 5 anni che godono di buona salute il via libera arriva fino ai 3000 metri.
Superati i 10 anni, non dovrebbero esserci problemi di altitudine.
Ma se, da un lato, la montagna può nuocere alla salute del bimbo, dall’altro lato, può fargli molto bene. L’aria pulita ed il contatto con la natura possono essere dei veri toccasana. Pare addirittura che con la “speleoterapia” i piccoli asmatici possano guarire o comunque migliorare la respirazione grazie al microclima di caverne e grotte naturali.

Lo zainetto porta bambino/bebè
I più piccini e leggeri possono godere di una “poltroncina d’onore” attaccata alle spalle della propria mamma o del proprio papà. Fino ai 3 anni (se non pesano troppo) faranno scampagnate e gite senza fare un passo.
I criteri per la scelta di un buon zainetto sono: la leggerezza, la resistenza, la sicurezza (cinghie e cinturini regolabili, intelaiatura rigida), la comodità per il bimbo (in particolare una buona imbottiture), la capienza (meglio ancora se dotato di uno spazio per trasportare pannoloni, cambi vari e pappe).
Ricordatevi, inoltre, che nello zainetto il bimbo sta fermo immobile, quindi soffrirà di più il freddo: assicuratevi che piedi e mani siano adeguatamente coperti.

Le escursioni
Prima regola: proteggere sempre la pelle e gli occhi fin dalla tenera età, altrimenti ne potranno pagare le conseguenze da grandi. Quindi protezione 25 (almeno), occhiali da sole e cappellino con visiera. Altro “ingrediente indispensabile” è l’acqua, in bottiglietta o borraccia: non può mancare.
Per le camminate l’equipaggiamento ideale è: scarpe resistenti ma leggere, che abbiano una suola comoda e tengano fermi piedi e caviglie; abbigliamento a strati (in montagna il tempo cambia spesso all’improvviso, quindi: maglietta, felpa o pile, impermeabile e maglia di ricambio). Nello zaino va messo solo l’indispensabile: le spalline (meglio se imbottite e morbide) devono essere regolate in maniera equilibrata in modo che il peso sia distribuito equamente su entrambe le spalle e non sbilanci il bimbo.
Per i più grandicelli e “sportivi” può essere un’esperienza interessante fare l’arrampicata. Sarebbe meglio frequentare un corso invernale per far pratica sul muro di arrampicata al coperto. In ogni caso bisogna affidarsi a guide alpine esperte che possono fornire l’attrezzatura necessaria e organizzano corsi adeguati a seconda dell’età.
Per gli amanti della mountain bike, il primo consiglio è quello di scegliere il percorso tenendo conto della lunghezza, del tipo di terreno, della pendenza e del dislivello, e soprattutto della preparazione fisica del bimbo. Indispensabili sono: il casco, gli occhiali da sole, i guanti.
Un piccolo suggerimento: portare caramelle e leccalecca, possono essere utili per evitare che si tappino le orecchie quando si cambia quota.

Il campeggio
Il campeggio, sì sa, non è per tutti i grandi, figuriamoci per i più piccoli, richiede spirito di adattamento e senso dell’avventura. Per rendere più confortevole il soggiorno in tenda, meglio acquistarne una ampia e spaziosa, nonché facile da montare.
Per evitare che i piccoli vengano assaliti dalla noia, specialmente nelle giornate di pioggia e nei momenti di relax dei genitori, meglio optare per un campeggio dotato di spazi e attrezzature per il gioco ed il divertimento (piscina, parco giochi, ludoteca, ecc.). In ogni caso, meglio portare con sé qualche giocattolo e gioco di società, oltre al classico e sempre valido pallone!

La preparazione e il rispetto per la natura
Fin da piccoli è bene imparare ad avere a che fare con la natura, per apprezzare tutte le sue bellezze e prevenire i rischi che nasconde.
Prima regola: mai lasciare i rifiuti in giro, vanno riportati a valle e gettati negli appositi cassonetti. Se una buccia di banana ci mette circa 6 mesi a degradarsi, una lattina ci mette 500 anni, una bottiglia di plastica o un sacchetto (non biodegradabile) impiegano anche fino a 1000 anni!
Seconda regola: quando è in arrivo il temporale, fare attenzione ai fulmini. Quindi allontanarsi da oggetti metallici (specie se a punta) e da alberi alti e isolati, cercare riparo ad esempio sotto gli alberi più bassi o, meglio ancora, sotto la rientranza di una roccia, l’importante è stare lontano da corsi d’acqua. E poi, non utilizzare il telefonino.
Altre regole base sono: evitare di fare troppi rumori, non raccogliere fiori e piante, non avvicinarsi agli animali selvatici, non abbandonare mai i sentieri, non bere l’acqua di torrenti e ruscelli (quella va lasciata agli animali!).

Attrazioni e divertimenti
Oltre alle giornate di pioggia che sono per definizione “noiose”, non tutti i bambini apprezzano la pace e la tranquillità della montagna, per loro è più che altro monotonia. Compito dei genitori è quindi rendergliela interessante e divertente!
Del resto, il bimbo che si trova “immerso nel verde e nella natura” può avere molte occasioni di divertimento, ma soprattutto la possibilità di imparare tante cose nuove e curiose.
Anche un temporale può avere il suo “fascino”, se osservato al sicuro e al riparo: potrebbe essere un passatempo stimolante invitare il bambino a calcolare la distanza del temporale, contando i secondi che passano tra il lampo e il tuono (5 secondi = 5 km).
Una grande attrazione per i più piccoli (ma anche per i grandi) sono i ghiacciai: tra crepacci, seracchi, morene, ponti di neve, nonché l’azzurro intenso del ghiaccio, lo spettacolo è garantito.
Poi, per interrompere la monotonia e la stanchezza di una lunga camminata, c’è sempre la possibilità di sostare e visitare rifugi e bivacchi.

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