Costa Concordia: 14 mila euro di risarcimento a passeggero

Si è tenuto ieri, presso la sede di ASTOI Confindustria Viaggi, il tavolo di confronto tra la Costa Crociere e le Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU, come la Casa del Consumatore.
Obiettivo dell’incontro: trovare soluzioni conciliative soddisfacenti per i passeggeri coinvolti nella vicenda, evitando le lungaggini e gli aggravi di spese conseguenti all’instaurazione di un giudizio.

In base all’accordo raggiunto, Costa Crociere si impegna a corrispondere a ciascun passeggero, indipendentemente dall’età (quindi anche i bambini non paganti):
un importo forfettario di 11.000 euro a titolo di risarcimento di tutti i danni patrimoniali, fisici e morali subiti (inclusi quelli da perdita del bagaglio e degli effetti personali, da disagio psicologico, da vacanza rovinata);
il rimborso integrale del valore della crociera, comprese le tasse portuali;
il rimborso dei transfer aerei e bus inclusi nella crociera;
il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro;
il rimborso di eventuali spese mediche sostenute;
il rimborso delle spese sostenute durante la crociera.
Per un totale di circa 14.000 euro a persona che verranno accreditati entro 7 giorni dall’accettazione della proposta da parte di ciascuno.

Inoltre, Costa Crociere si è impegnata a non dedurre, da tale cifra, l’eventuale somma percepita dai clienti per rimborsi assicurativi legati ad eventuali polizze individualmente stipulate.
Per quanto sarà possibile, poi, la Compagnia si impegna a restituire tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine che riuscirà a recuperare.
Infine, verrà offerto a tutti i passeggeri che ne faranno richiesta uno specifico programma di assistenza psicologica.

Alle 11:30 di questa mattina si terrà a Genova la conferenza stampa del Comitato Naufraghi Costa Concordia per riferire proprio dell’accordo siglato ieri.

Resta il fatto che, chiunque ritenesse di aver subito danni ben maggiori e non si riconoscesse nella somma offerta da Costa Crociere, ci sarà la possibilità di avviare pratiche risarcitorie individuali.
Per le famiglie delle vittime e per i passeggeri feriti che hanno avuto bisogno di trattamenti sanitari in loco, l’indennizzo terrà conto della gravità dei danni subiti da ciascuno.
Associazioni dei Consumatori e Costa Crociere hanno concordato le modalità di gestione delle pratiche di indennizzo, per le quali, nella sede Costa di Genova, verranno istituite due unità operative apposite.

Per informazioni, chiarimenti e richieste di risarcimento potete contattarci al numero verde 800 168 566.

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4 risposte a “Costa Concordia: 14 mila euro di risarcimento a passeggero

  1. Nella foga di ergersi a paladini delle vittime della Costa Concordia talune associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), tramite l’accordo transattivo raggiunto con Costa Crociere presso la sede ASTOI Confindustria Viaggi, hanno mercanteggiato i diritti dei danneggiati, quando ancora sono da accertarsi le responsabilità, civili e penali, dell’armatore e di tutti gli altri soggetti coinvolti nella tragedia. Tuttavia, non si dovrebbe mai intavolare una trattativa sui danni senza possedere un quadro sufficientemente completo circa la gravità delle colpe: per questa via, infatti, si negozia al ribasso, si standardizzano i risarcimenti, si compromettono i diritti effettivi dei danneggiati anche nelle controversie future, si impedisce che i responsabili paghino nella misura della gravità delle azioni ed omissioni commesse. In pratica, le associazioni dei consumatori hanno fatto un enorme regalo a Costa Crociere che può così “liberarsi” di una moltitudine di danneggiati a prezzo scontato. Tali associazioni dei consumatorio dovrebbero perlomeno avvisare i passeggeri che gli importi concordati potrebbero non corrispondere al risarcimento integrale e giusto che spetta loro per il caso di specie. Più in generale va sottolineato un serio problema in ordine alla correttezza della gestione, da parte delle associazioni dei consumatori, della questione risarcimenti: queste stanno creando un’enorme confusione in un momento molto delicato per le vittime. Se da un lato le anzidette associazioni hanno peccato di fretta e superficialità nell’addivenire ad un accordo, dall’altro lato CODACONS critica tale iniziativa perché i risarcimenti concordati sarebbero eccessivamente limitati ed al contempo promuove, in collaborazione con due studi americani , una class action direttamente a Miami, negli Usa, contro la Costa e la Carnival, diretta a far ottenere ai passeggeri il risarcimento per i danni subiti, prospettando che “il risarcimento che ci si aspetta dalla Corte Americana è di almeno 125 mila euro a passeggero, sino a 2 o 3 volte tanto per casi specifici e sino a oltre un milione di euro nei casi piu’ gravi”. Anche CODACONS è fuorviante: in primo luogo non si ha alcuna certezza che i giudici statunitensi si dichiareranno competenti (è invece più probabile che applichino la teoria del “forum non conveniens”, con la quale in casi precedenti hanno sistematicamente rispedito in Italia i danneggiati italiani); in secondo luogo non è in alcun modo garantito che negli USA si possano raggiungere tali soglie di risarcimenti. CODACONS dovrebbe avvisare i passeggeri che l’iniziativa negli USA verosimilmente potrebbe solo comportare un inutile dispendio di tempo e che comunque potrebbe condurre a risarcimenti anche inferiori a quelli conseguibili in Italia. Le associazioni dei consumatori rischiano così di pregiudicare i diritti dei danneggiati. Quale consiglio allora ai passeggeri? Non abbiate fretta. La tutela dei propri diritti va sempre meditata a fondo prima di assumere qualsivoglia decisione. E neppure fidatevi di avvocati che, sfruttando la propria notorietà e magari anche il loro ruolo di parlamentari, offrono in TV le proprie prestazioni, senza avere alcuna seria esperienza nel campo dei disastri marittimi

  2. Finiranno per spendere una somma mostruosa in riparazioni. Mi sorprenderei che dopo l´enorme danno finanziario e di immagine Costa continuasse regolarmente i suoi affari. Ecco quanto costa la stupidità e l´arroganza di una persona (senza contare le vittime e la tragedia in sè).

  3. Ha tutta l’aria di essere una soluzione a tutto vantaggio delle Companies (Costa; Assicurazioni; ecc.).
    I dirittti di ciascun viaggiatore come individuo vengono ignorati e valutati “un tanto al chilo”.
    Nessuna considerazione, per esempio, sembra essersi avuta oltre che alle posizioni soggettive di ciascun viaggiatore, che variano da individuo ad individuo causando conseguenze temporanee e permanenti di varia e diversa entità, nemmeno ad esempio a quei precedenti giurisprudenziali che hanno persino riconosciuto un danno patrimoniale “da vacanza rovinata” (cfr.: Tribunale Milano, Sez. XI, sentenza del 16 dicembre 2010, n. 14418).
    Sarebbe più che logico immaginare che solo quest’ultimo tipo di danno patrimoniale possa avere un valore economico differente a seconda delle situazioni. Si pensi a chi, per concedersi una “vacanza di lusso” in crociera, ha risparmiato per tre-quattro anni anche rinunciando a giorni di ferie, ovvero a chi ha rinunciato ad una settimana di lavoro (normalmente retribuito anche a cifre stellari) ed ai relativi compensi.
    Sarebbe comprensibile che da un accordo ci si fosse limitati a stabilire che € 14.000,00 sono “il risarcimento minimo dovuto ad personam”. Ma stabilirne uno onnicomprensivo ignorando le posizioni soggettive ed i diritti (oltre che gli interessi legittimi) di ciascun viaggiatore danneggiato e la cui vita è stata comunque messa in pericolo appare ictu oculi illegittimo, se non incostituzionale.
    A ciò si aggiunga che per le compagnie di assicurazione è un modo di garantirsi di poter recuperare quanto corrisposto per i risarcimenti ove si dovessero aprire scenari in cui le medesime compagnie possano esercitare il diritto di rivalsa sulla Costa.
    E’ del tutto opinabile, infatti, che le compagnie siano tenute a pagare i risarcimenti (e le spese legali correlate) nel caso in cui si dovesse accertare che non di incidente si è trattato ma di provocato disastro (ad esempio se si dovesse parlare di (i) errori di valutazione; (ii) scelte consapevoli e contrarie a norme specifiche della navigazione; (iii) tentata strage; ecc. ecc.).

  4. mi stupisce vedere come molte persone che non hanno subito alcun danno fisico non siano contente: ad esempio una famiglia di 4 persone che verrà risarcita secondo questi accordi avrà una somma di circa 56.000€…onestamente penso che una cifra così netta la maggior parte delle persone la guadagna in due o tre anni di lavoro…
    sono altrettanto convinto che chi avesse malauguratamente deciso di andare avanti con procedure legali e non ha subito danni sicuramente riceverà di meno e in molto più tempo e arricchirà solo il furbo avvocato che gli ha consigliato la cosa…l’avidità non ha mai fatto bene a nessuno…chi si accontenta gode…

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